Zen SaGa

"Allunga le mani verso il cielo, anche se non raggiungerai le stelle, non le avrai piene di fango"

'notte

Questo martedì è un lunedì lunghissimo.

go4photos:

Tree of Life by LMMPHOTOGRAPHY

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detteaq:

nevver:

Nap time

Buonanotte!

imgfave:

Posted by bubble

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(via psychsquirrel)

inthemoodtodissolveinthesky:

Katsushika Hokusai

La cosa perfetta è quella che sta tra l’indecenza e la timidezza.

(Fonte: 42andpointless, via myborderland)

risvegli.

Mi sveglio, apro gli occhi pochissimo, saranno le 7, in questo perido comincia a filtrare un po’ di luce dalle avvolgibili abbassate.
Sei nel letto con me, dormi di fianco, forse anche tu cominci a svegliarti ma tieni gli occhi chiusi e fai finta di dormire. Mi avvicino piano, mi infilo tra le tue braccia mi metto a cucchiaio, adoro questa posizione, mi eccita e mi sento protetta e sembra che pure a te non dispiaccia avere la mia schiena sul tuo petto, il mio sedere che ti preme sulla pancia, e le mani libere per toccarmi.
Come immaginavo sei quasi sveglio, ci capiamo senza bisogno di parlare, le tue mani mi cercano, mi accarezzano i seni, la pancia e scendono giù, si infilano nel mio pigiama, nelle mie mutande, toccano il mio sesso che già ti aspettava. Lo senti caldo, già umido e gonfio. Sei eccitato anche tu e dietro di me preme il tuo cazzo duro, ancora più duro del tuo sonno. Mi togli il pigiama con le mani, con i piedi, di fretta, con urgenza, mi tiri giù gli slip, mi cerchi ancora più insistente, sono totalmente bagnata e arresa a te, mi faccio toccare, premere, cercare, frugare, le tue dita si infilano dentro. Resti lì dietro, avvinghiato tra sonno, capelli e bava, togli le dita e entri tu dentro di me. Ti muovi prima piano, ti sento, poi il tuo respiro cambia, si fa ansimante, mi baci sul collo, mi lecchi e mi fai leccare le tue dita bagnate dei miei umori, la tua barba sul mio collo, la tua lingua nelle orecchie. Mi giri, ti metti sopra, mi schiacci e mi penetri da dietro, muoio di piacere, sono eccitata e tu sei sopra che spingi lento e pesante e poi forte, a colpi, vengo quasi subito tra il sonno e la veglia. Sgocciolo di piacere, sai che sono venuta prima di te, lo hai sentito dalla pressione con cui stringevo il tuo sesso dentro il mio durante l’orgasmo. Sei un animale che si muove in una caverna al buio, spingi, ansimi e ti sbatti. Mi vieni dentro dov’è morbido e buio, grugnisci, ti piace. Il tuo seme scivola giù nello spazio lasciato libero dal tuo pene che si calma e si ritira lentamente. Ti sposti, sorrido, ti chiedo “Sei venuto?”, mi diverte farti una domanda così scema conoscendo la risposta. Siamo di nuovo di fianco e mi giro dal tuo lato ti guardo, tu con quella tua espressione da ebete, da animale soddisfatto, mi fai ridere.Ti bacio piano, il tuo pene è rilassato ora sulla tua gamba, sorridi sornione, ti sei mai svegliato? Ti bacio le labbra, la fronte e gli occhi, i tuoi peli sulla faccia non mi permettono altre zone di pelle accessibili e io cerco quelle come acqua nel deserto, ti dico che vado a farmi la doccia, mi avrai sentito? Non mi importa, scivolo giù dal letto sorridendo e tenendomi con una mano per non sporcare tutta la casa. Entro in vasca, sto in piedi, sgocciolo lì il tuo seme e faccio pipì, mi accorgo che ne voglio ancora, ma è mattina, il sole c’è già, l’acqua scorre e mi lavo i capelli, mi massaggio la pelle di profumi artifciali, le mie dita continuano ad odorare di sesso, ci indugio sù. Esco dalla vasca, seguo i rituali, passo un pettine tra i capelli bagnati e mi infilo l’accapatoio.
Torno in camera e ti trovo ancora lì sdraiato come ti avevo lasciato, di fianco, dormi con il viso contento, il pene molle e rilassato, ma io ancora mi eccito.
Resto in accappatoio e mi avvicino come un gatto, mi metto sopra di te, ora comando io, ti sveglio senza parlare, ti giro, apri gli occhi, sai cosa voglio ancora, ti riecciti, sto sopra di te, ti guardo e ti sfido, tu accetti complice lasciandomi il passo, sei di nuovo duro, ti metto dentro e ti cavalco decidendo io come muovermi e vengo sopra di te, mi abbandono, mi lega il tuo pene dentro, mi metti le mani sui seni, mi guardi, mi dici che sono bellissima, mi sento bellissima, tu non vieni di nuovo ma hai quell’adrenalina che basta per svegliarti, ti sollevi e mi siedi su di te, spingi ancora un po’ e poi restiamo a guardarci e a baciarci. “Buongiorno”, mi dici.
Sei contento, sono contenta, ti dico che è tardi, come sempre. Ci stacchiamo, “Asciugati i capelli” mi dici, “mi sto pisciando, fammi andare in bagno, mi piscerò in faccia”, il tuo cazzo già scende un po’ ed esce fuori, sono tornata un agnellino, andiamo in bagno e mentre tu pisci in piedi io mi accovaccio sul bidè dietro di te, mi sciaquo di nuovo, mi sollevo con l’acqua che mi cola sulle cosce e sculaccio il tuo culo nudo, rido, mi lasci fare. Vado a vestirmi in camera e tu sei in cucina, prepari il caffè. Quando vado la, trovo la tavola con le tazze, tu mi aspetti seduto e mi sembri un bambino con la barba, hai iniziato a  mangiucchiare, “Ti ho visto!” ti dico, facciamo colazione e si va.

maramarta:

Basta un silenzio e ogni cosa si ferma sul suo luogo reale.
C. Pavese

maramarta:

Basta un silenzio e ogni cosa si ferma sul suo luogo reale.

C. Pavese

(via detteaq)


Caroline Mackintosh
gaetanopezzella:

Happy Sunday!
photo Gaetano Pezzella

gaetanopezzella:

Happy Sunday!

photo Gaetano Pezzella

Altre primavere.

Sono sveglia. Da mercoledì vivo giorni e notti discontinue, sogno quello che penso o, il contrario. In questi giorni sono stata costantemente disturbata da immagini con la potenza di un’allucinazione, sono capitata in scene che non so come ci son finita ma che saprei descrivere bene. Non ho voglia di dare spiegazioni, mi rallegra chi mi capisce al volo, giù di nuovo a recitare in copioni vecchi e confortevoli.

- Anche mia sorella aveva un piercing sul naso, come il tuo.
- C’è un cane di pezza nella piazzola di sosta.
- Fatemi andare a casa, quale casa?
- Non siamo mica in Norvegia.
- Ho valigie ovunque, aspettatemi, i chilometri sotto il culo non mi bastano mai.

Sento il rumore dei tacchi, il fango si è seccato, ha smesso di piovere, per ora c’è silenzio e bianco. e verde.